"Basta ai negozi dentro gli stabilimenti balneari"

giovedì 29 luglio 2010

"La vendita presso gli stabilimenti balneari e non l'omaggio di vari articoli di abbigliamento che nulla centrano con la gastronomia va immediatamente fermata". Lo chiedono in una nota congiunta Confcommercio e Confesercenti.


"Quando fu approvato il regolamento sui pubblici esercizi, il 24 marzo scorso in Consiglio Comunale, manifestammo tutta la nostra preoccupazione poiché l'art. 20 dello stesso regolamento poteva indurre ad incomprensioni circa la vendita di abbigliamento, teli da mare, costumi ed accessori negli stabilimenti balneari.
Dopo un approfondito esame di tutta la normativa, compresa quella regionale da cui deriva quella cervese, possiamo affermare che il settore extra-alimentare è espressamente escluso e quindi non vi è nessun automatismo che consenta ad un bagno al mare di vendere tali merceologie.
Al contrario, sono stati allestiti veri e propri negozi con assortimenti vari, colori e tipologie di abbigliamento che nulla hanno a che vedere con il perseguimento della finalità di promuovere e sviluppare il turismo e la gastronomia locale. Oltre a ribadire che tali merci non sono previste dalla legge regionale e comunale, riteniamo che il Sindaco debba intraprendere un'azione di controllo nei confronti di quegli stabilimenti che palesemente vendono prodotti extra-alimentari, come borse, teli da mare, costumi, ecc. Questa posizione è stata ribadita dalla Regione Emilia Romagna che nella propria norma e in una circolare prodotta pochi giorni or sono, fa esclusivo ed esplicito riferimento ai prodotti alimentari. Per cui, se lo stabilimento balneare vuole vendere, anche per asporto, i prodotti che somministra e che fa consumare al banco o al tavolo, tutto ciò è previsto dall'attuale norma. Quello che non c'è attiene ai generi extra-alimentari (abbigliamento, costumi, teli mare, accessori, borse, cappellini, ecc...) che lo ribadiamo, non hanno nessuna possibilità di essere posti in vendita sulla spiaggia. Quindi invitiamo nuovamente il Sindaco ad assumere una serie di azioni di controllo. A questo punto non vi sono alibi, non vi sono posizioni da difendere e men che meno ambiguità interpretative".

Mistral

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